Leopoldo Matelloni
Leopoldo Matelloni
Marchese di Capogrossi e Duca di Castelvetere, Leopoldo è un uomo "bianco e nero senza cromatismi intermedi" studia alle scuole statali e si diploma all'Istituto d'arte. Artista completo "arso dal fuoco dell'Arte" gloria e fama le ha pagate a caro prezzo. Pigro, "che cosa è lo sport?", poco incline ai compromessi detesta la malafede ed i "napoletani che fanno i napoletani". Pur di famiglia agiata, il bisogno di autonomia lo porta prestissimo alla ricerca dell'indipendenza economica, si offre come garzone o cameriere ai negozianti del suo quartiere all'insaputa del papà e della famiglia. Mantiene rapporti di profonda amicizia con personaggi, qualcuno ora scomparso, del mondo della cultura e dello spettacolo "se non vedo le persone da anni e sono vive, vuol dire che non sono amici" anche nei momenti meno brillanti della sua carriera.
Il vero esordio è ne la "Fiera delle vanità" dove, pur facendo la comparsa, viene notato da Antonello Falqui che diventa il suo pigmalione. Da quel momento la sua popolarità cresce enormemente: è discusso, amato, detestato, scatena polemiche in ogni sua manifestazione. Escluso dalla ribalta televisiva, prosegue con successo l'attività teatrale con una compagnia propria. Esperienza artistica esaltante, ma economicamente fallimentare tanto che dolorosamente deve scioglierla.
Conosce il Marocco da turista e l'immagina, come da bambino, "terra delle favole, del sogno". Non ha mai preso una zappa in mano, non ha mai vangato la terra, non ha mai raccolto un frutto, nonostante questo l'avventura de "La Fattoria" lo affascina, vuole vincere la sfida con gli altri compagni di viaggio. I suoi cibi preferiti sono il caviale, le ostriche la cioccolata ma si adatta a quello che "mi passa la terra grazie al mio sacrificio".
Partecipa con entusiasmo perché "voglio restare al passo con i tempi, voglio dimostrare che posso fare tutto".
[dal sito ufficiale mediaset.it]
